Lo stato del digital e social in Italia, Giugno 2016 – We Are Social Italia

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Quale formazione per quali Animatori Digitali

Voglio proporvi una riflessione riguardo la formazione efficace per l’Animatore digitale nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), in questi mesi in corso di realizzazione nella Regione Lazio e su tutto il territorio nazionale.

Posso partire da una selezione di questo articolo (il testo evidenziato è mio), che condivido pienamente:

“Oggi siamo di fronte ad un’opportunità preziosa; l’azione che ha portato un animatore digitale in ogni scuola potrebbe davvero essere l’impalcatura solida sulla quale costruire una digitalizzazione significativa, nel senso di portare aiuto vero alla didattica e spostarla dall’orizzonte trasmissivo. Ma chi sono gli Animatori Digitali, come li stiamo formando e soprattutto, cosa ne sarà di loro dopo la formazione? Gli Animatori Digitali italiani rappresentano una categoria molto eterogenea. Basta visitare il gruppo Facebook nazionale che ne riunisce una gran parte per accorgersi che sono spesso accomunati da ottime intenzioni, notevole motivazione, ma sono molto diversi fra loro per competenze e formazione. Le azioni formative che li riguardano devono pertanto puntare a costruire quelle solide basi didattiche e quelle competenze progettuali coerenti con il paradigma pedagogico di cui abbiamo già detto. A poco servono le competenze tecnologiche, che questi docenti possiedono già per la maggior parte; ciò che serve è formarli come agenti di cambiamento, costruendo in loro una grande motivazione, allargando i loro orizzonti di riferimento con studi di caso di realtà all’avanguardia nel panorama europeo e mondiale (ma basterebbe l’Europa in cui abbiamo esempi di eccellenza da vendere) e soprattutto far sì che la formazione non resti un episodio isolato, una formalità da espletare, ma crei in sostanza le basi per la costruzione di una community territoriale che agisca come un’avanguardia con grande forza propulsiva.”

Nella sostanza la questione è sempre quella di integrare in modo equilibrato le tre competenze che devono essere garantite ad ogni cittadino nella scuola e poi sviluppate da ogni professionista nel suo lavoro.

Nella classificazione ISFOL sono distinte per funzione:

• le competenze di base, ritenute indispensabili per lo svolgimento efficace ed efficiente di una attività lavorativa, sono le seguenti: Lingua inglese, Informatica di base, Organizzazione aziendale, Diritto sindacale e del lavoro, Tecniche di ricerca attiva del lavoro, Economia di base

• le competenze tecnico professionali, che  variano da un settore lavorativo ad un altro, e vanno mappate e classificate empiricamente con una attenta analisi dei processi lavorativi, del loro svolgimento e della loro innovazione tecnica

• le competenze trasversali, che sono “un insieme di abilità di ampio spessore che sono implicate in numerosi tipi di compiti, dai più elementari ai più complessi, e che si esplicano in situazioni tra loro diverse e quindi ampiamente generalizzabili”, come le abilità di diagnosi, di comunicazione, di decisione, di problem solving, ecc.

In particolare, ISFOL specifica così le abilità delle competenze trasversali:

• “diagnosticare le caratteristiche dell’ambiente e del compito”, analizzare, capire e rappresentare la situazione, il problema, se stessi (le risorse che possono essere utilizzate o incrementate all’occorrenza) come condizione indispensabile “per la progettazione e la esecuzione di una prestazione efficace” (abilità cognitive)

relazionarsi, “mettersi in relazione adeguata con l’ambiente”, le persone e le cose di un certo contesto per rispondere alle richieste (abilità interpersonali o sociali: insieme di abilità emozionali, cognitive e stili di comportamento, ma anche abilità comunicative)

affrontare, fronteggiare, “predisporsi ad affrontare l’ambiente e il compito, sia mentalmente che a livello affettivo e motorio”, “intervenire su un problema (uno specifico evento, una criticità, una varianza e/o una anomalia) con  migliori probabilità di risolverlo”, costruire e implementare le “strategie di azione, finalizzate al raggiungimento degli scopi personali del soggetto e di quelli previsti dal compito”.

Ma perché sto ricordando cose già dette e che ogni docente comunque conosce già?

Perché sto partecipando al percorso formativo degli Animatori Digitali del Lazio, coordinato dall’ISS Margherita di Savoia di Roma (DS Prof. Noemi Fiorini), nel quale si è scelto di declinare sul ruolo agito dell’Animatore Digitale queste tre competenze, ma di dedicare primaria attenzione proprio alle competenze trasversali. Perché non dimentichiamo che stiamo formando “Animatori” e non “Super tecnici” digitali, che in funzione del PNSD hanno il compito di svolgere le seguenti attività:

Immagine1

In sintesi il percorso vuole supportare:

• le competenze di base dell’Animatore digitale: possiamo qui confermare quelle generali di ISFOL, in particolare Informatica di base e Lingua inglese e Diagnosi di un contesto organizzativo (quello di una comunità educante nel suo territorio)

• le competenze tecnico professionali dell’Animatore digitale: sono acquisite con lo studio costante di tutto quello che cambia velocemente nelle tecnologie per la didattica. Oltre ai siti e alle letture consigliati che compongono il ricchissimo data base comune che lo staff sta aggiornando costantemente nella piattaforma del percorso della Regione Lazio e a quello che gli Animatori digitali sono invitati a comporre nella propria attività di gruppo per la produzione di un project work, molto utili a riguardo gli strumenti che sta fornendo il Miur sul sito Schoolkit, che proprio gli Animatori digitali stanno contribuendo a creare

• le competenze trasversali dell’Animatore digitale: è sull’acquisizione e sviluppo della capacità di diagnosticare, relazionarsi, affrontare e fronteggiare che è centrato il modello didattico per le scuole del Lazio: sono queste le competenze che stiamo curando con la realizzazione dei project work di gruppo sostenibili (dalla definizione del problema, alla diagnosi del contesto, alla scelta delle modalità di intervento, alla ricerca delle alleanze, al monitoraggio e valutazione degli effetti dell’innovazione), per non lasciare gli Animatori digitali soli dentro i propri contesti scolastici alla fine del percorso, per farli sentire parte della comunità degli Animatori digitali del Lazio.

Vorrei ripeterlo in modo sintetico. Una formazione per l’Animatore digitale centrata su questi obiettivi e risultati concreti:

Saper “analizzare, capire e rappresentare la situazione, il problema, se stessi (le risorse che possono essere utilizzate o incrementate all’occorrenza); per “mettersi in relazione adeguata con l’ambiente”; quindi “predisporsi ad affrontare l’ambiente e il compito, sia mentalmente che a livello affettivo e motorio” e poi “intervenire su un problema (uno specifico evento, una criticità, una varianza e/o una anomalia) con  migliori probabilità di risolverlo”, e costruire e implementare le “strategie di azione, finalizzate al raggiungimento degli scopi personali del soggetto e di quelli previsti dal compito”

I Cantieri della PA digitale. Un percorso per sostenere l’economia digitale in Italia

I Cantieri della PA digitale. Un percorso per sostenere l’economia digitale in Italia

Sorgente: I Cantieri della PA digitale. Un percorso per sostenere l’economia digitale in Italia

Il processo di modernizzazione della PA può essere un’importante occasione per il sistema della PMI italiane. CantieriPA è la nuova iniziativa FPA per monitorare, stimolare e favorire l’effettiva execution dei progetti di innovazione e accompagnare le PMI al Mercato pubblico mediante azioni di advocacy, momenti di networking, strumenti e occasioni di lavoro collaborativo.

Il prossimo 15 gennaio FPA propone un incontro on line dedicato alle imprese orientate al mercato PA per illustrare i dettagli del Progetto e le opportunità di business legate all’adesione.

CantieriPA offre:

  • networking, finalizzato alla costruzione di relazioni e partnership con amministratori e referenti politici;
  • mappatura dei soggetti coinvolti, dei decisori e degli influencer nell’area di interesse del Cantiere;
  • advocacy, in grado di influenzare le politiche pubbliche e l’allocazione delle risorse;
  • analisi dei trend di investimento, delle migliori esperienze, dello scenario tecnologico di riferimento e dei principali ostacoli all’attuazione dei processi di innovazione digitale;
  • lead generation di possibili clienti interessati ai prodotti/servizi offerti e alla sperimentazione attraverso prototipi/casi pilota.

CantieriPA, dieci aree di lavoro multicanale, dedicate ciascuna a un tema specifico del processo di digitalizzazione della PA:

  • Sanità digitale – Servizi, tecnologie, modelli per la salute e il benessere del cittadino
  • Giustizia digitale – Tecnologie e modelli per l’innovazione digitale e il miglioramento organizzativo del sistema giudiziario
  • Scuola digitale – Strumenti, piattaforme e competenze per una Scuola sempre più digitale (PNSD)
  • Documenti digitali – Dematerializzazione, gestione e archiviazione dei documenti per una PA più efficiente
  • Cittadinanza digitale – Strumenti e servizi per una migliore interazione tra cittadini e amministrazioni (ItaliaLogin)
  • Sicurezza digitale – Tecnologie, modelli e infrastrutture per la cyber security dei sistemi informatici e dei dati pubblici
  • Infrastruttura digitale – Razionalizzazione dei data center, reti di trasporto e connettività, cloud e interoperabilità per un’Italia digitale
  • Data management – Big Data, Data analitycs, Open Data, il valore pubblico dell’informazione
  • Pagamenti digitali – Il digitale che entra nei sistemi di incasso della PA
  • Procurement dell’innovazione – Strumenti innovativi per l’acquisto di beni e servizi tecnologici da parte del settore pubblico

La partecipazione al webinar è gratuita, ma è necessarioiscriversi online

Siti da Digital Champions

http://www.magellanopa.it/bussola/

La Bussola della Trasparenza consente alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini di utilizzare strumenti per l’ analisi ed il monitoraggio dei siti web.

Il principale obiettivo è di accompagnare le amministrazioni, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali.

Questa iniziativa è in linea con i principi dell’OPEN GOVERNMENT


http://www.dati.gov.it/

Il Portale nazionale dei dati aperti della PA


http://startup.registroimprese.it/startup/index.html#

Come creare una startup innovativa.

Elenchi e statistiche trimestrali sulle startup e gli incubatori


http://www.infratelitalia.it/

Scoprire la copertura territoriale a banda larga e ultralarga

Quattro workshop sulla Social Innovation

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Il Laboratorio di Innovazione Sociale Adriano Olivetti di Coris, Sapienza Università di Roma, propone 4 workshop sui temi dell’Innovazione Sociale, riservati per la prima edizione ad un gruppo selezionato di 15 studenti della laurea magistrale

La progettazione e organizzazione sono a cura dei coordinatori del LIS Adriano Olivetti, Patrizia Cinti e Marco Serra di Open Hub

I partecipanti, all’interno delle attività di innovazione didattica e di contenuto di Coris, saranno coinvolti in argomenti di studio e di progettazione con metodologie partecipate di design thinking, potendo disporre le testimonianze più valide del mondo delle professioni e delle organizzazioni

Gli argomenti sono i seguenti:

  • sharing economy e civic engagement, per l’economia della condivisione oltre il paradigma della scarsità e delle soluzioni individuali
  • smart cities and communities, per l’ambiente sostenibile creato da persone che comunicano
  • education e digital divide, per la condivisione dei saperi e le metodologie partecipate e accessibili
  • robotica e arduino, per le tecnologie che migliorano le condizioni di vita e di lavoro

Olivetti Programma 101

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Ma è conosciuta a sufficienza questa storia?

Olivetti Programma 101 sta per compiere 50 anni, primo personal computer al mondo presentato nel 1965, opera del team dell’Ing. Pier Giorgio Perotto.

via Olivetti Programma 101 – Wikipedia.