Voglio iniziare in modo assertivo: dovremmo abbandonare prima possibile l’uso del termine “risorsa umana” a vantaggio di quello di “persona”. E dirò perché.
Anche se nel linguaggio comune e anche in quello giuridico o sindacale il termine “mansione” (assegnata a una “risorsa”) risulta ancora ampiamente utilizzato, nella società contemporanea, nella Società 5.0, è più utile ed efficace utilizzare il concetto di “ruolo” agito da una persona in un qualsiasi contesto organizzativo.
Vediamo di seguito perché.
Nelle organizzazioni si sono palesati rilevanti fenomeni di cambiamento organizzativo, gestionale e di progettazione dei ruoli e delle professioni.
In particolare, alle organizzazioni come piramidi subentrano le reti organizzative, al semplice adempimento il risultato di qualità, ai procedimenti la rilevanza dei processi lavorativi, ai compiti assegnati le responsabilità, alle mansioni il ruolo e la professione.

Quello che sembra prevalere, di conseguenza, è un progressivo abbandono di quello che nella letteratura della sociologia delle organizzazioni viene definito “modello meccanico” verso il “modello organico”, realizzato dalle organizzazioni più innovative, che adottano: processi lavorativi meno formalizzati, sistemi di controllo meno gerarchici ma fondati su modalità di adattamento reciproco, strutture organizzative a rete con gruppi di lavoro anche autoregolati rispetto agli obiettivi e i risultati perseguiti.
Di conseguenza, si sta rendendo necessario, appunto, il passaggio dalla progettazione delle mansioni a quella dei ruoli agiti.
Ma in cosa consiste la differenza tra mansione e ruolo?
La mansione è la somma di compiti elementari riuniti in funzione dello spazio e del tempo per saturare il tempo di lavoro al minor costo.
In modo differente, il ruolo è l’attività effettivamente svolta vista nella funzione che ha (obiettivi, risultati, conseguenze) e nelle relazioni che essa costituisce (comunicazioni, impegni, decisioni) in un determinato contesto tecnico – organizzativo.
E il ruolo è il punto di incontro “ibrido” tra persona e organizzazione.

In sintesi, perché i ruoli sono diventati essenziali nelle organizzazioni, piuttosto che le mansioni che assemblano solo compiti da eseguire?
Proviamo a dare una risposta ricordando quanto i ruoli siano la microstruttura alla base delle organizzazioni, nelle quali le strategie vengono scelte dal management ma già gli obiettivi hanno bisogno di essere condivisi dagli attori tutti, perché vengano realizzati processi lavorativi in grado di ottenere risultati che incontrano i bisogni di clienti o utenti.
Per saperne di più
Butera F., Donati E. “Le microstrutture”, in Costa A, Nacamulli R. (a cura di), Manuale di organizzazione aziendale, vol. 2, Utet, Torino, 1997
