Riaffermare l’utilità sociale delle professioni dello spazio pubblico

Tratto da: Cinti P. “Professioni, professionalità, ruolo professionale”, in Faccioli F., Mazza B., Le professioni intellettuali nello spazio pubblico tra crisi, innovazione e nuove identità, Maggioli Editore, 2017

Per riaffermare l’utilità sociale delle professioni dello spazio pubblico è necessario utilizzare un approccio analitico che comporta la scelta di partire dal bisogno, esplicito o latente, di azioni e processi realizzabili con una prospettiva riconducibile alle professioni sociali e dello spazio pubblico.

Questa prospettiva appartiene pienamente alle professioni dello spazio pubblico: i professionisti delle scienze politiche, della sociologia  e della comunicazione pongono come primario l’ascolto attivo dell’utente/cliente, cittadino o destinatario talvolta anche inconsapevole delle loro azioni, che diventa pertanto un attore partecipante nella pratica della ricerca, pur in un ruolo asimmetrico rispetto al responsabile del processo di analisi.

Vista da questo punto di vista, l’utilità sociale delle professioni dello spazio pubblico viene resa evidente da un percorso partecipato, una relazione tra professionisti e utenti,  che prende avvio con l’ascolto empatico del destinatario, osservato nel suo contesto attraverso le metodiche della ricerca sociale; prosegue con l’individuazione di processi e attività efficaci per la descrizione, l’analisi o la soluzione di un problema politico, sociologico, di comunicazione; successivamente rende evidenti e, allo stesso tempo, valorizza le competenze chiave che connotano le professioni dello spazio pubblico (a banda larga e delimitate da domini trasversali e permeabili).

E se è vero che tutte le professioni sono oggi sempre più esposte al rischio di obsolescenza se non si aggiornano costantemente i percorsi di formazione di base e continua, per le professioni dello spazio pubblico questa risulta una criticità tale da richiedere, forse più di altre, azioni tempestive di potenziamento della formazione universitaria e post universitaria; inevitabilmente continua e caratterizzata da un andamento non sempre definibile nel lungo termine, non lineare e realizzato con una modalità fluida. Con il paradosso che proprio le professioni più empatiche rispetto alle dinamiche del sistema sociale sono poi colpite da pregiudizi di antica e rinnovata tradizione, quando si scambia il rinnovamento continuo delle teorie e dei contenuti per fragilità teorica e contenutistica.

Per tutto questo è invece indispensabile continuare a riflettere in modo esplicito e trasparente sulle competenze proprie delle professioni dello spazio pubblico, per riaffermare e allo stesso tempo innovare nella formazione universitaria e continua il corpus di teorie, metodologie e tecniche di riferimento di professioni robuste ma a banda larga, stabili e permeabili allo stesso tempo.